
Nella zona nord-est di Milano esiste un quartiere che ha attraversato secoli di trasformazioni senza perdere la propria identità: Lambrate. Antico borgo agricolo, cuore industriale del Novecento e oggi polo creativo in continua evoluzione, Lambrate rappresenta uno degli esempi più interessanti di rinascita urbana milanese.
Il nome deriva dal fiume Lambro, che attraversa l’area, insieme al tipico suffisso “-ate”, molto diffuso nei toponimi di origine celtica in Lombardia. Ma la sua storia parte da molto più lontano.
Le origini: dai Romani al borgo agricolo
Le radici di Lambrate risalgono all’epoca romana, quando l’area era un vicus, un piccolo insediamento agricolo. Dopo la conquista del 222 a.C. da parte dei consoli romani Gneo Cornelio Scipione Calvo e Marco Claudio Marcello, la zona divenne rapidamente strategica per i commerci e l’agricoltura.
Non era solo campagna: possiamo immaginarla come una sorta di centro produttivo ante litteram, ben collegato con la città. A confermarlo sono anche gli scavi effettuati nel 1905, che portarono alla luce un sarcofago del IV secolo oggi conservato al Castello Sforzesco, testimonianza concreta dell’importanza storica del territorio.
Dalla polveriera all’industria: il volto operaio di Lambrate
Nel Cinquecento, durante la dominazione spagnola, Lambrate ospitava una fabbrica di polvere da sparo conosciuta come la Polveriera, che contribuì allo sviluppo economico dell’area.
Ma la vera svolta arrivò nel Novecento, quando il quartiere divenne uno dei principali poli industriali di Milano. Qui nacquero aziende simbolo della città come la Innocenti, famosa per la Lambretta, e la De Nora. Intorno alle fabbriche crebbe un vero quartiere operaio: case popolari, cortili e una forte identità comunitaria, soprattutto nella zona di via Feltre.
Lambrate era lavoro, movimento e crescita: un piccolo mondo industriale dentro Milano.
La crisi e la rinascita creativa
Negli anni Settanta, con la progressiva chiusura delle industrie, Lambrate entrò in crisi. Molti spazi produttivi rimasero vuoti e il quartiere attraversò una fase di trasformazione profonda.
Ma proprio da quella crisi è nata la sua nuova identità. Negli ultimi decenni Lambrate si è reinventata come hub creativo, attirando studi di design, artisti e nuove attività culturali. Oggi è uno dei quartieri più dinamici di Milano, soprattutto durante eventi come il Fuorisalone.
Lambrate è anche un esempio virtuoso di rigenerazione urbana. Tra i progetti più importanti c’è Lambrate Streaming, vincitore del bando internazionale Reinventing Cities, che porterà alloggi accessibili, servizi di quartiere e circa 40.000 metri quadrati di verde pubblico.
A rendere il quartiere ancora più vivibile ci pensano i suoi polmoni verdi: il Parco Lambro, storico punto di riferimento per i milanesi, e il più recente Parco della Lambretta, nato sull’ex area Innocenti Maserati e oggi dedicato ad attività ricreative e vita all’aria aperta.


