Università degli Studi di Milano: storia, studenti e curiosità sulla Statale

Nel pieno centro di Milano, tra cortili silenziosi e corridoi che sanno di storia, c’è un’istituzione che tutti chiamano semplicemente così: la Statale. Il nome ufficiale è Università degli Studi di Milano, ma qui a Milano si va dritti al punto, e infatti basta dire “Statale” per capirsi al volo.

Una storia che parte da lontano

Fondata nel 1924, la Statale è riuscita a costruirsi nel tempo un equilibrio raro: tradizione pesante, ma mai ferma. Il suo simbolo è la splendida Ca’ Granda, in via Festa del Perdono.

Quello che oggi è il centro della vita universitaria era, nel Quattrocento, un ospedale voluto da Francesco Sforza per accogliere i più poveri. Oggi, tra gli stessi muri in mattoni rossi, si muovono studenti, professori e idee, e il passato sembra quasi osservare tutto, in silenzio.

Non solo centro: il lato scientifico

La Statale non è solo chiostri e filosofia. Spostandosi verso Città Studi, cambia completamente atmosfera: qui dominano laboratori, formule e camici bianchi.

Un vero distretto del sapere condiviso anche con il Politecnico di Milano, dove discipline diverse si incrociano ogni giorno. È il lato più tecnico, più pratico, ma sempre con quello spirito un po’ milanese, concreto e diretto.

Dietro la facciata accademica, la Statale nasconde anche un’anima sorprendentemente creativa.

C’è, ad esempio, la sua orchestra universitaria, nata nel 2000: un progetto che ha trasformato studenti e alumni in musicisti veri, arrivando a collaborare con realtà importanti come la Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e la Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.

E poi c’è il tempio silenzioso di ogni studente: la biblioteca. In particolare quella giuridico-umanistica, attiva fin dagli anni ’20, che custodisce collezioni rare e fondi storici, tra cui quelli appartenuti a Cesare Cantù.

I numeri (che fanno capire la scala)

Oggi la Statale è una piccola città nella città:

  • oltre 60.000 studenti
  • circa 2.000 docenti
  • centinaia di corsi tra lauree, master e dottorati

Ma al di là dei numeri, quello che resta è l’atmosfera: un mix di storia, dibattito, caos organizzato e ambizione.

Torna in alto